Diario di viaggio di turismo rurale in Cilento
Nei boschi della provincia di Salerno, tre luoghi contadini abbandonati da decenni vengono riuniti e recuperati a nuova vita: ospitalità di qualità, auto-produzione biologica e apprendimento sono la formula di una ripartenza all’insegna della sostenibilità e del buon vivere.
Casale Il Sughero
Nasce già nel 2004 come progetto agro-ecologico e di ospitalità rurale: agricoltura naturale ed autoproduzione energetica ed alimentare da una parte, e dall’altra turismo sostenibile, responsabile ed esperienziale sono le due attitudini ante-litteram che il basso Cilento iniziava a sperimentare. Ma soprattutto un progetto familiare di riposizionamento esistenziale e produttivo: ben presto la luce di una casa torna ad accendersi e parte uno dei primi esperimenti organici di turismo rurale di qualità.
Chi viene e chi va
Spesso, chi viene da fuori riesce a leggere un potenziale proprio dove per troppi anni chi ci è nato è andato via.
Un background che fa la differenza: l’approccio di ricerca filosofico-semiotica al paesaggio e al turismo di Amedeo da Napoli e la specializzazione nella cura alberghiera e ristorativa di Lisa dal Tirolo disegnano i luoghi e i modi per un’accoglienza ad alto valore rigenerativo sia per il territorio che per chi ci viaggia.
Azienda familiare
Nella nostra piccola realtà multifunzionale e a bassissimo impatto ambientale contiamo tre presìdi:
a Vibonati abbiamo gli alloggi vista mare, camere accoglienti e appartamento indipendente, l’orto organico, un frutteto misto con uva e animali da cortile e pascolo;
a Tortorella, in valle abbiamo un ficheto DOP con bosco e torrente e invece, più in alto, abbiamo recuperato un uliveto autoctono con bosco.
Viaggio d’esperienza
Che siano escursionisti o ciclisti oppure viaggiatori residenziali, i nostri ospiti fanno l’esperienza di essere un tassello prezioso del mosaico educativo in cui si ritrovano: un luogo riabitato e pulsante, testimone che un’alternativa alla retorica del consumo o a quella dell’abbandono esiste davvero.
Cibo autoprodotto e sano (inteso come naturale medicina preventiva), silenzio e raccoglimento ma anche chiacchierate e consigli fuori dai circuiti turistici più noti, sono solo parte dell’esperienza emozionale del viaggio.
Mediterraneo interiore
La nostra dimora è un presidio di vita quotidiana ma anche un luogo sospeso.
A metà tra un balcone sul Tirreno meridionale che guarda le Eolie ed una collina appena sotto l’alta dorsale lucana.
E partecipa di entrambe le nature: il mare caldo del sud e le montagne ricche d’acqua dell’Appennino.
È quindi al contempo un luogo di permanenza e di attraversamenti, la sua mediterraneità è uno stato d’animo più che un riferimento geografico.