ateneo nomade triangolare

Altri nostri lavori "triangolari"

Casale Il Sughero

Ospitalità e cultura rurale in Cilento

Hospitality and rural culture in organic farm in Cilento

L’Ateneo Nomade e Triangolare si propone come luogo di arrivo e di ripartenza di saperi, di uomini e di desideri, intreccio multidisciplinare di competenze erranti che di lezione in lezione, di cattedra in cattedra, suggeriscono modi e tempi per una nuova urbanità.

 

È quindi occasione polisensoriale di decodifica e ri-codifica dei potenziali inespressi dei luoghi, progetto e sforzo resiliente di fare Città nel (del) Parco.

Che cos'è la Città del Parco

 

La Città del Parco, un progetto ideato dall' ‘economista illuminato’ Pasquale Persico in cui ci si prefigge di indicare ai territori rurali come il Cilento una linea di sviluppo socio-ambientale e antropologica non subalterna ma alternativa e complementare ai modelli di sviluppo metropolitani. La salienza dei rapporti sociali e culturali delle città classiche mostra una densità topologica che invece in aree rurali come il Cilento si espande articolandosi in spazi ampi ma non per questo disperdendosi.

Collegare idealmente, progettualmente, operativamente e quindi geograficamente i nodi di senso del Cilento attraverso attività di decodifica artistica del territorio, attività economiche e intraprese culturali, serve a tessere la trama che tiene unito un’area vasta. Solo tale tessitura può assicurargli una prospettiva di sviluppo sano e regolato sulle effettive potenzialità del territorio.

Un territorio che si fa città non perché si cementifica ma perché (si) mette in stretta relazione (con) le sue parti e così facendo si mette in gioco.

 

Temporaneo e contemporaneo

 

La posta in gioco è il futuro, un futuro arcaico perché immagina un futuro attraverso un meccanismo di ri-conoscimento del passato, di quei luoghi che conservano maggiormente (sia naturalisticamente che antropologicamente) i tratti di arcaicità. E in quei posti, a partire da quei posti, letti e interpretati con l'ausilio delle arti figurative così come delle scienze dure, rilanciarsi in un futuro possibile, proponendo un tratto di 'contemporaneità' che al contempo è anche 'temporanea' nella misura in cui non è mai perso di vista il carattere fluente delle coscienze individuali e collettive che abitano un territorio.

Il temporaneo-contemporaneo di ogni agire resiliente esprime al meglio un sano rapporto tra opera dell'uomo e opera della natura non ancora del tutto compromessa e che quindi apre e offre all'uomo la possibilità di beneficiare del 'privilegio di essere arrivati tardi' rispetto ad aree industrializzate e pesantemente urbanizzate.

 

È quindi da ripensare il concetto stesso di urbanità nella misura in cui il modello di sviluppo urbano non sarà più da ricercare nell'aderenza o meno ad esempi di sviluppo metropolitano, piuttosto l'urbanità sarà l'esito di un vivere civile che sa strutturarsi su di un territorio con sue precise fattezze e seguendo un proprio modello di sviluppo il cui unico meccanismo regolatore interno è il principio della sostenibilità.

 

L'Altra Città

Per questo parliamo di nuova urbanità come paradigma di sviluppo avanzato che supera i modelli di partenza e le vecchie definizioni di urbano e rurale e lancia invece la scommessa di un’altra città possibile, densa ma estesa sul territorio a partire dal Cilento ma che guarda allo stesso tempo all’Europa ed al Mediterraneo come confini concettuali e geografici al di qua dei quali immaginare un nuovo senso dell’abitare e dell’entrare in relazione con l’altro.

 

I luoghi in sé infatti paiono non esistere ma prendono forma e guadagnano le tre dimensioni quando sono abitati. Il luogo è uno spazio raccontato. Solo allora gli spazi diventano luoghi, nella misura in cui sono suscettibili di essere raccontati, di essere letteralmente aperti alla conoscenza degli altri, dei viaggiatori. Uno spazio è un luogo se c’è l’abitante che ne testimonia la vita, la quotidianità attraverso il racconto. Pertanto l’incontro con l’altro, col viaggiatore, è racconto del territorio e delle pratiche che emergono dall’abitare un luogo.

 

Ateneo in triangolazione

Questa triangolazione ermeneutica tra (1) territorio/paesaggio – (2) abitanti resilienti – (3) viaggiatori curiosi è il moto semiosico dello stare insieme come continua ricerca interdisciplinare, plectica come intreccio di discipline che si tesse nella costruzione delle relazioni tra i vari saperi e tra gli attori in gioco. Nelle sue indefinite declinazioni, questa continua triangolazione, che si costruisce nelle relazioni e delle relazioni, prende forma (si struttura) in Ateneo, ma al contempo è incessante movimento interpretativo, in continuo cammino di conoscenza e verso la conoscenza e per questo esso è anche nomade, ovvero dinamico e resiliente come le popolazioni in movimento e le metamorfosi dei territori.

 

E dunque, l’Ateneo Nomade e Triangolare si propone come luogo di arrivo e di ripartenza di saperi, di uomini e di desideri. L’Ateneo Nomade respira a Vibonati guardando al mare e alle montagne ma riconosce nel mondo altri respiri, li accoglie e va in cerca di nuovi contatti per generare o rigenerare la consapevolezza della necessità della ricerca.

 

Seguendo le parole di Pasquale Persico: “Analizzare le diverse densità necessarie alla rigenerazione dei tessuti della città densa e delle densità civiche nell’area vasta (Città del Parco) è un’indagine dei ‘certosini’ della ‘certosa esplosa’ che oggi sono nuovamente chierici vaganti, nomadi e triangolari, in cerca di capacità di apprendere ad apprendere”.

 

 

La Città dei Cuochi
Lezione sonora con Francesco Grigolo
English on the farm
Lezione con Franco Armino e Liidia Decandia
Concerto per le isole della Sicilia

Alcune delle attività svolte in Ateneo

L'organico Nomade

Rettore: Pasquale Persico

Pro-rettore: Amedeo Trezza

 

AU(go)stino – Cattedra di Semiotica del paesaggio (in quiescenza)

Claude Rothstein – Cattedra di Anti-turismo

Salvatore Adduce – Cattedra di Città come progetto politico

Lidia Decandia – Cattedra di Architettura del paesaggio a polifoniea culturale

Franco Arminio – Cattedra di Poetica e pensieri dei territori del Mediterraneo Interiore

Francesco Grigolo – Cattedra di Decodifica dell silenzio del Cilento

Maria Cristina Treu – Cattedra di Urbanistica gitana

Pasquale Persico - Cattedra di Economia politica dei paesaggi sublimi mediterranei

Pasquale Persico - Cattedra di Ecologia della mente

Nicola Di Novella – Cattedra di Biodiversità

Bruno de Conciliis – Cattedra di Viticoltura errante

Stefano Martone - Cattedra di Cinematografia sincera

Monica Bocci – Cattedra di Pianificazione muta

Matteo Fraterno – Cattedra ad honorem "Ancel Keys"

Sandro Pittaluga - Cattedra di Profonda operosità inoperosa

Riccando Mercurio - Cattedra di Organizzazioni ubriache e innovazione

Anna Scelzo - Cattedra di Psicoterapia indisciplinata e benessere felice

Lello Esposito - Cattedra di Identità e metamorfosi del contemporaneo

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