agricoltura naturale

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Casale Il Sughero

Ospitalità e cultura rurale in Cilento

Hospitality and rural culture in organic farm in Cilento

Farsi coltivare dalla Terra

 

Coltiviamo la terra per la famiglia, gli amici, gli ospiti e per chiunque abbia voglia di conoscere i territori attraverso il linguaggio del cibo

L'orto sinergico

Attraverso un’attento recupero delle potenzialità agronomiche del terreno della piccola fattoria è stato avviato un processo di riconversione di un antico fondo rustico negli anni dismesso e impoverito e finalmente ora riqualificato in nuovo giardino alimentare per un parziale auto-sostentamento critico per chi ci abita e per chi passa di qui. Vi aspetto quindi per condividere con voi le nostre produzioni e volentieri condividere le eventuali eccedenze stagionali.

Pratichiamo orticoltura e frutticultura sinergica con semi e razze antiche e a rischio di estinzione (come i 'pomodorini rosa', la 'melanzana rossa', l'insalata 'a coste lunghe', i pomodori gialli d'inverno detti 'vernini', legumi antichi come il fagiolo di Gorga, il 'vignarulo', il 'sangue e latte' ed altri ancora, in particolar modo nelle piante da frutta quasi tutte autoctone e recuperate da antiche varietà locali), secondo principi di agricoltura tradizionale e senza alcun uso di sostanze di sintesi. Collaboriamo alla produzione anche di alcuni grani antichi dell'Appennino meridionale. Così facendo proviamo a gestire un vero e proprio piccolo giardino alimentare diversificato che soddisfa piccole esigenze alimentari ma integrandosi anche esteticamente nell’ambiente circostante.

Accanto all'orto coltivato su più livelli trova spazio un lembo di regno vegetale dello spontaneo alimentare, ovvero tutte le piante comunemente dette 'erbacce' che crescono spontaneamente e che in gran parte oltre ad essere invece commestibili sono anche molto buone e ricche di vitamine e sali minerali che integrano e arricchiscono la nostra dieta, nonché piante curative e con spiccate proprietà in campo erboristico e fitoterapico, come l'ortica, la borragine, le cicorie, gli asparagi, la rucola, la piantaggine, il cardo, il cardoncello, il broccolo e il pisello selvatico, la nepeta, la calendula arvensis e officinalis, il finocchietto selvatico, l'iperico (erba di San Giovanni), l'elicriso, l'origano, il corbezzolo, il mirto, la malva e tantissime altre varietà.

Le nostre capre

Ad integrerai il piccolo equilibrio ecologico c’è la vivace presenza di animali da cortile (galline e anatre) e della nostra capretta Bianca che ci danno latte, uova e soprattutto chiudono il cerchio della sostenibilità della micro-fattoria attraverso un pascolo selettivo che stabilizza il terreno del frutteto, tiene viva l’area destinata al bosco e produce letame che usiamo come concime per l'orto, unitamente alla cenere del camino, ricca di potassio. E così, senza troppa retorica, non abbiamo bosogno di nessun altro tipo di fertilizzante, rifacendoci essenzialmente alla tradizione agro-pastolare di tipo tradizionale.

Tutte queste scelte sono state dettate dalla precisa volontà di recuperare essenze e piante antiche e preferibilmente autoctone, attraverso scambi di semi e cura della memoria, scelte fatte all’insegna della riaffermazione di una nuova economia reale e circolare.

 

 

 

 

 

Recentemente abbiamo avviato il recupero della ex-stalla che in futuro diventerà spazio multifunzionale e ad alta efficienza termica, realizzata con materiali naturali come il legno, la calce, la paglia e il laterizio alveolato termico, al fine di garantire le migliori condizioni di vita e di ricovero.

Anche in questo caso abbiamo prediletto una esposizione a sud e abbiamo lavorato spesso anche con materiali di riutilizzo, recuperando da una masseria in disuso gli antichi infissi di castagno massello con ferratura originale come si usavano un tempo. Attualmente ci stiamo dedicando ad interventi di ingegneria naturalistica implementando terrazzamenti a secco con legno e terra.

E' così che bellezza, produttività e tutela della biodiversità si fondono insieme in un unico equilibrio rispettoso dell’ambiente e della salute dei suoi abitanti e viaggiatori. Questi sono i motivi che ci inducono a parlare di agricoltura naturale piuttosto che seguire le mode del momento cavalcate dai più con tanta retorica e protagonismo, poiché siamo convinti che la commistione tra antichi saperi troppo facilmente dimenticati (la nostra trattatistica rinascimentale ne è piena) e le nuove pratiche agronomiche rispettose dell’uomo e del territorio contribuiscono a ricreare l’equilibrio tra uomo e ambiente il cui custode è il contadino sapiente che nel suo microcosmo e con la sua testimonianza suggerisce la via possibile per una nuova armonia su vasta scala.

I video di alcune nostre esperienze